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L’ITS tecnico superiore 4.0 per la gestione dell’energia e fonti rinnovabili a Carpi, la Dirigente De Vitis: “Scuola di alto profilo, ecco da dove nasce la necessità”. INTERVISTA

L’ITS tecnico superiore 4.0 per la gestione dell’energia e fonti rinnovabili a Carpi, la Dirigente De Vitis: “Scuola di alto profilo, ecco da dove nasce la necessità”. INTERVISTA

“Il 4+2 due non è una scuola con qualcosa di meno ma deve essere una scuola di alto profilo”. CosìSilvia De Vitis, dirigente scolastica dell’Istituto professionale Vallauri di Carpi, in provincia di Modena, commenta con noi in questa intervista la recente decisione del suo istituto di aderire alla riforma dell’istruzione tecnico professionale. Sia il Collegio docenti (non senza qualche voto contrario), sia il Consiglio d’Istituto della scuola emiliana hanno approvato l’idea di creare un nuovo percorso di filiera tecnologico-professionale che convivrà con i percorsi tradizionali e che porterà gli alunni che sceglieranno questo indirizzo, dopo i 4 anni di lezioni, al diploma di maturità, come gli altri che frequentano i cinque anni, conseguito il quale potranno iscriversi senza test d’ingresso a un Its Academy oppure all’università oppure fermarsi e andare a lavorare. “L’istituto professionale – prosegue la dirigente scolastica – non è la scuola per chi non sa dove andare o per chi ha vissuto sconfitte nella vita. E’ invece la scuola per chi vuole iniziare un percorso di competenze già indirizzate a una visione tecnologica e lavorativa”.

La filiera formativa tecnologico-professionale voluta dal governo e conosciuta come il 4+2 prende dunque forma. Sono tante le scuole italiane che nell’ultimo mese e mezzo hanno deliberato la decisione di aderire a una rivoluzione didattica e formativa che secondo gli ideatori è dettata dall’urgenza dell’attualità. Nei prossimi anni andranno in pensione sei milioni di lavoratori altamente specializzati e dovranno essere sostituiti da giovani dotati di competenze elevate altrimenti le aziende sono destinate a chiudere. Ne va anche del futuro dei nostri studenti i quali meritano di ricevere dalla scuola una formazione adeguata ai tempi. E’ questa la filosofia che ha animato la nascita dei percorsi di quattro anni di scuola superiore più due da svolgere negli Its Academy integrati con esperienze a contatto con le aziende.

Gli Its sono già operativi in molte regioni italiane, vi si accede con un test d’ingresso e vi risultano iscritti circa 40.000 studenti già diplomati dopo l’esame di Stato a scuola. La riforma prevede una decuplicazione delle iscrizioni: si consideri che in Germania sono oltre 900.000 li iscritti agli Its. Nelle intenzioni del legislatore, la filiera ha l’obiettivo di offrire agli studenti un’ampia gamma di opportunità formative nel settore tecnologico e professionale. Questa proposta formativa si basa su un sistema integrato e in rete, in grado di garantire una vasta scelta di percorsi: dall’istruzione tecnica e professionale, ai programmi di istruzione e formazione professionale, fino ai percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts) e di specializzazione terziaria. Il tutto è reso possibile grazie alla collaborazione e alla sinergia tra istituti tecnici, istituti professionali e ITS Academy, creando un ecosistema educativo inclusivo e orientato al futuro.

E’ prevista l’introduzione del “campus”, con la creazione di una comunità educativa che riunisce scuole, centri di formazione professionale e Its Academy, mettendo al centro dell’attenzione lo studente. L’iniziativa prevede l’inserimento temporaneo di docenti esterni provenienti dal mondo imprenditoriale per fornire un maggiore supporto all’apprendimento di competenze tecniche degli studenti. Gli studenti che seguono i percorsi quadriennali avranno la possibilità di accedere ai corsi offerti dagli Its Academy e di sostenere l’esame di Stato presso l’istituto professionale di riferimento, configurando così un modello formativo 4+2. Viene inoltre prevista l’espansione e l’adeguamento dell’offerta formativa, promuovendo la mobilità tra diversi percorsi educativi e la certificazione delle competenze acquisite. La riforma incoraggia anche la stipula di accordi di partenariato per potenziare l’alternanza scuola-lavoro e i contratti di apprendistato, valorizzando i progetti creativi e le invenzioni soggette a diritti d’autore e proprietà industriale, sviluppati nei percorsi tecnici e professionali. Infine, i sistemi di formazione regionali possono partecipare alla sperimentazione, che sarà validata dall’Invalsi per garantire una formazione equiparabile a quella statale. L’opportunità amplia le opzioni per gli studenti, permettendo loro di iscriversi non solo agli Its, ma anche all’università.

“L’obiettivo del 4+2 – ci ha spiegato Maurizio Chiappa, Direttore Generale per l’Istruzione tecnica e professionale del Ministero dell’Istruzione e del Merito –è fare in modo che i ragazzi abbiano una preparazione tale che sia capace di consentir loro di superare l’esame di Stato, che è identico a quello degli studenti che fanno il percorso quinquennale, sia per riuscire a entrare nell’Its di filiera senza fare il test di ingresso. In questo modo, con il percorso di sei anni, ci si aspetta che i ragazzi che iniziano il primo anno possano completare il sesto anno perché le attività della filiera non avvengono in prossimità del termine dei 4 anni ma avvengono dal primo anno. Saranno percorsi in cui accanto alle attività della scuola e degli insegnanti ci saranno anche attività organizzate sempre dalla scuola e dagli Its, ma svolte non dagli insegnanti ma da aziende e da Its di filiera – o addirittura da Its di filiera – e questo senza modificare l’organico. La legge dice che l’organico previsto per i 5 anni viene conservato nel percorso quadriennale. I percorsi di filiera 4 più 2 si aggiungono all’offerta formativa, non si sostituiscono ai percorsi di istruzione tecnica o professionale”.

Siamo andati a verificare lo stato delle cose in un altro tra i tanti istituti scolastici italiani che hanno aderito al progetto ministeriale. Dopo l’Istituto Agrario Spallanzani di Castelfranco Emilia siamo andati a Carpi, un territorio storicamente fertile sul piano economico e produttivo, con un occhio rivolto al tessile, all’abbigliamento, alla moda. La tecnologia ha fatto passi da gigante anche in questo settore, ma la novità introdotta al Vallauri, già sede di un Its Academy, investirà il settore della manutenzione. Sarà infatti attivato un corso quadriennale (più 2) denominato Ip23 Manutenzione che convivrà con quello quinquennale di manutenzione, definito Ip 14 Manutenzione e assistenza tecnica.

Si tratta come detto di un’offerta scolastica facente parte della filiera formativa tecnico professionale, per un percorso di soli quattro anni che si conclude con il rilascio dell’esame di Stato e che prevede la possibilità di prosecuzione degli studi presso i corsi Its (Istituti tecnici superiori) della durata di due anni organizzati da enti e fondazioni su base regionale (tra i quali è presente anche il corso “Its Yellow, tecnico superiore 4.0 per la gestione dell’energia e degli impianti da fonti rinnovabili” già attivato presso lo stesso istituto. La scelta della scuola carpigiana prevede l’attivazione di un nuovo corso IP23 quadriennale sulla “Manutenzione e assistenza tecnica” che va ad aggiungersi ai corsi già esistenti (diplomi quinquennali di Manutenzione e assistenza tecnica, Meccanica, Moda e diploma triennale di Maglieria) ed è nata dalla volontà di stringere ancora di più i collegamenti fra il mondo del lavoro e delle realtà produttive locali con la formazione scolastica.

Il piano di studi e il quadro orario uniscono una forte competenza nelle discipline dell’area di base (Italiano, matematica, scienze, inglese e inglese tecnico) alle discipline specifiche dell’indirizzo con uno sguardo costantemente rivolto alle innovazioni tecnologiche di avanguardia del territorio carpigiano, modenese ed emiliano romagnolo. L’istruzione professionale si rilancia, infine, aumentando le ore di Pcto, di stage in azienda sin dal secondo anno, di lavoro estivo e in apprendistato.

Dirigente Silvia De Vitis, come nasce la necessità di arrivare al 4+2 nella sua scuola, a Carpi?

“La necessitàè nata dalla riflessione di cercare di fare sempre meglio e abbiamo approvato questa idea di creare un’offerta formativa nuova perché l’istruzione professionale è complessa. Occorre dare ai nostri alunni competenze di base con una formazione tecnico-professionale che sia sempre all’avanguardia. C’è dunque stata l’occasione di riflettere sulle opportunità offerte dalla filiera tecnico-professionale del 4+2: quattro anni di scuola superiore che finiscono con un diploma oppure con la continuazione del percorso presso un Its Academy o infine con l’iscrizione all’università.

Noi abbiamo ragionato sul contesto di Carpi e abbiamo fatto due riflessioni: la prima è che intanto sperimentare è sempre utile, l’altra è che nel territorio carpigiano non c’erano offerte simili. Abbiamo ragionato come Comitato tecnico scientifico e Consiglio d’Istituto e abbiamo deciso su questa che è una occasione per ripensare l’offerta della scuola”.

Voi avevate l’Its dentro il vostro istituto, è così?

“I requisiti per avere l’autorizzazione è avere dei partner come aziende e Its. Noi abbiamo già il corso “Its Yellow, tecnico superiore 4.0 per la gestione dell’energia e degli impianti da fonti rinnovabili” già attivato presso lo stesso istituto. Dunque c’è già questa collaborazione, abbiamo avuto dei laboratori in più, ora abbiamo avuto una sponda istituzionale e giuridica per attivare il percorso di filiera 4+2. Ci tengo però a dire che noi siamo e restiamo un’agenzia educativa”.

Questo che cosa comporta?

“Non dobbiamo formare solo manodopera ma soprattutto dei cittadini consapevoli. E i miei docenti hanno un quadro orario di massima in cui si mantengono italiano e storia, si potenzia matematica e inglese e si sposta il diritto più avanti, cioè invece di farlo nel primo e secondo anno lo mettiamo negli annui successivi. Siccome molti ragazzi sono dei neoarrivati fare diritto i primi anni non è l’idea migliore visto che questa materia ha un linguaggio specifico. L’idea è far crescere in consapevolezza questi ragazzi che un anno prima potranno scegliere il loro percorso futuro e questa unione tra umanesimo e attività professionalizzante è la scommessa vincente. Inoltre il Vallauri ha tanti laboratori, abbiamo la robotica, anche grazie ai fondi del Pnrr siamo sede di certificazione per la formazione sulla robotica, siamo sede di certificazione linguistica, insomma stiamo cercando di disegnare come vorremmo la scuola dei prossimi dieci anni cercando di fare un’azione coerente tra innovazioni di assetto ordinamentale, le risorse dateci dal Pnrr, in modo che le azioni non siano slegate una dall’altra ma contribuiscano a dare un’identità all’istituto e anche ai ragazzi, ai docenti: senza i docenti e i ragazzi non va da nessuna parte”.

E i docenti come hanno preso questa decisione?

“Bene, l’hanno presa molto bene. Solo 7 docenti sui 102 hanno votato contro in Collegio dei docenti mentre in Consiglio d’Istituto, dove c’è anche la componente genitori, c’è stata l’unanimità. I genitori non hanno avuto dubbi”

Il nuovo percorso appena approvato sarà operativo il prossimo anno. Come sono andate le iscrizioni alla prima classe?

“Le iscrizioni permetteranno di formare una classe non numerosa al momento perché i corsi sono stati autorizzati appena la sera precedente l’apertura delle iscrizioni dunque durante le iniziative di orientamento non potevo dire alle famiglie che avevo un corso di questo genere se non lo sapevo ancora. Occorre essere onesti con la comunità. Certo, speravo in qualcosa in più ma l’orientamento migliore lo darà solo l’esempio”.

Torniamo alle preoccupazioni di molti docenti. L’organico diminuirà? Saranno previsti dei pomeriggi a scuola per gli studenti?

“L’organico non cambia, la legge del resto è chiara, altrimenti vado sulle barricate: si prevedono compresenze, potenziamento e tanto altro. Aumenteranno le ore di PCTO, saranno previsti dei pomeriggi a scuola, attività sperimentali, percorsi misti in azienda, stages, con la collaborazione costante con le aziende che sono partner dell’Its Academy”.

E’ prevista la formazione dei docenti?

“E’ già iniziata venerdì. Secondo la logica integrata di percorso e il Pnrr, nell’ambito del decreto sul Pnrr sulla transizione del digitale del personale scolastico, ci sono delle aziende che vengono a formare i nostri docenti, già venerdì, come dicevo sono venuti a formare i docenti sulla gestione degli impianti da fonti rinnovabili, con l’occhio però dell’azienda e con un aggiornamento continuo. Questa cosa c’era già, devo dire, ma ma la potenziamo sempre di più. La scommessa è proprio questa: cioè il fatto di essere agenzia formante ma sempre sul pezzo dal punto di vista della innovazione tecnologica. La metafora è sempre quella di Pinocchio: vuoi essere il bambino burattino o il bambino vero? Noi vogliamo fare dei bambini professionalmente bravi”.

Eppure le obiezioni al 4+2 tra i docenti italiani sono tante

“Io capisco le riserve, però il ruolo di Silvia De Vitis e quello della dirigente scolastica sono cose diverse. Io capisco e comprendo tante riserve però da dirigente devo dare tutte le possibilità di offerta formativa ai miei studenti. Questa è una scommessa, per cui se il percorso di 4 anni dà di più ai miei studenti va bene ma se per caso il quattro anni è pensato per tagliare gli anni di scuola non va bene per niente, tanto è vero che la legge sancisce che gli studenti non debbano avere avuto bocciature nel passato, proprio per evitare che il percorso venga pensato come una scorciatoia. Non si può risparmiare sull’istruzione né sulla professionalità dei docenti. Detto questo la scommessa è variegare il più possibile l’offerta formativa e vedere se una quadriennalizzazione può diventare, come pensiamo, un’eccellenza. Non è una scuola con qualcosa di meno ma deve essere una scuola di alto profilo”.

Secondo lei, se le scuole non attivassero queste forme di rivoluzione formativa, a fronte di un mondo tecnologico che galoppa, che cosa succederebbe?

“Il professionale a quel punto perderebbe di significato. Già nel sistema scolastico noi siamo residuali, gli studenti che si iscrivono al professionale sono in numero inferiore rispetto a coloro che scelgono il liceo o gli istituti tecnici. Allora occorre porsi il problema dell’esistenza di questi istituti che secondo me meritano non solo di esistere ma anche di acquisire consapevolezza: il professionale non è la scuola per chi non sa dove andare o per chi ha vissuto sconfitte nella vita. E’ invece la scuola per chi vuole iniziare un percorso di competenze già indirizzate a una visione tecnologica e lavorativa”.

Adesso chi vi arriva?

“A 13 anni i ragazzi devono fare la scelta e molti si iscrivono al liceo. Adesso arrivano soprattutto ragazzi che hanno avuto insuccessi scolastici o che hanno vissuto una marginalità nella scuola media, insomma il Franti del libro Cuore ma anche ragazzi che si vedono già proiettati verso un futuro lavorativo tecnologico o che immaginano di continuare gli studi all’università. Nei nostri istituti professionali noi dobbiamo avere i genietti e i Leonardo da Vinci. Noi abbiamo avuto anni fa l’iscrizione di una ragazza certificata che aveva paura degli aghi e l’avevano iscritta all’indirizzo moda e gli insegnanti sono riusciti a farle superare questi timori per cui è stato ed è per noi un grande successo perchéè brava. Allora il discorso non è che un ragazzo di un liceo è più bravo e un coetaneo che frequenta il professionale è meno bravo: quest’ultimo avrà attitudini diverse. Quindi diventa cruciale il ruolo dei docenti fin dal primo giorno di scuola e anche dell’organizzazione scolastica. La scuola come corpo docenti e come organizzazione deve cioè riflettere su come deve muoversi sugli obiettivi e su quali tempi vuole sviluppare negli studenti queste competenze. Del resto, i nostri ragazzi vanno bene, le scuole qui a Carpi sono di eccellenza, lo stesso centro di formazione professionale è ottimo, le scuole dialogano tantissimo e hanno progetti condivisi. Io arrivo da Taranto e mi sono trovata nel posto migliore possibile.

Che cosa faranno, nei fatti, gli studenti che inizieranno il nuovo percorso?

“I ragazzi faranno i manutentori e i progettisti degli impianti elettrici e termoidraulici: tutto quello che concerne le caldaie, gli impianti di riscaldamenti, l’energia. Con un occhio attento a diventare non solo degli operai e dei tecnologi ma con una grande attenzione alle competenze sociali e civiche. Se sei un buon lavoratore e un buon cittadino farai crescere la società in cui vivi”.

Quanto incide in tutte queste sue preoccupazioni la sua formazione classica?

“Molto, perché ritengo si debba guardare allo studente non come a una persona che deve imparare a fare delle operazioni ma come a un essere umano in divenire, non dimenticando il valore dell’accoglienza. Un ragazzo che in estate arriva dal Pakistan e che a settembre si iscrive a scuola non puoi considerarlo male a causa delle sue carenze linguistiche ma devi dargli tutti gli strumenti che gli consentano di inserirsi non solo come studente e futuro lavoratore ma anche come persona e membro di una futura famiglia”

Fonte: www.orizzontescuola.it